venerdì 26 agosto 2011

Recensione Il Simbolo Perduto

Sebbene questo libro avrei voluto leggerlo appena uscito, nell'ormai lontano 2009, non ho potuto farlo per via dei prezzi allora esorbitanti (24€). Alla fine l'ho comprato solo quest'estate e ho approfittato delle vacanze per avere più tempo a disposizione per leggerlo. Devo dire che è stato piuttosto piacevole anche se non originalissimo. Ora vorrei vedere lo scrittore incimentarsi su un altro argomento.

TRAMA
Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. E stato convocato d'urgenza dall'amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c'è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all'interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l'indice rivolti verso l'alto. L'anello istoriato con emblemi massonici all'anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l'amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de "Il Codice da Vinci", un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.

RECENSIONE
Una settimana fà ho concluso questo romanzo e l'ho trovato più 'maturo' e approfondito, soprattutto su alcuni argomenti, rispetto ai primi due di quella che ormai può essere definita una trilogia.
Tutto inizia con la convocazione all'ultimo minuto di Robert Langdon, presso il Campidoglio, per tenere una conferenza. A contattarlo sembra essere stato l'amico massone Peter Solomon ma ciò si rivelerà una trappola quando la sua mano destra viene rinvenuta al centro della Rotonda. Poco dopo Langdon riceve una chiamata dal fautore del misfatto il quale gli chiede di eseguire i suoi ordini se rivuole vedere il suo amico vivo. Parte quindi una corsa contro il tempo per svelare il luogo, nel cuore di Washington, dove sono nascosti gli Antichi Misteri le cui coordinate sembrano essere contenute in una piramide a diversi livelli di decriptazione.
Il romanzo sin dall'inizio risulta essere molto adrenalinico con delle pause interne, costituite da flashback, che interrompono l'azione. Queste regressioni sono più numerose rispetto ai precedenti libri e io le ho trovate molto interessanti, spaziano dalla religione all'esoterismo e al new age, naturalmente bisogna prendere tutto con le pinze.
I personaggi sono ben caratterizzati e non mancano di stupire, il mio preferito è sicuramente l'insuperabile Robert Langdon il quale, anche questa volta, è affiancato dall'aiutante femminile di turno, Katherine Solomon, sorella dello scomparso Peter. Questa, come le due donne precedenti, flirta con il protagonista per buona parte del romanzo ma senza concludere niente.
Il nemico principale si rivela sin dall'inizio ma non mancano sorprese nel finale. Nonostante ciò non tutti i personaggi si mostrano per quel che sono: alcuni nascondono diversi scheletri nell'armadio mentre altri si riveleranno nel corso della storia. Purtroppo, però, la conclusione vera e propria del libro, cioè la scoperta degli Antichi Misteri, delude un pò, insomma dopo 600 pagine e diverse corse qua e là, il tutto si riduce a un comunissimo libro noto a tutti. Per quanto l'autore cerchi di rendere la rivelazione sorprendente proprio per la sua semplicità, a mio avviso non ci è riuscito molto.
Un altro lato negativo del romanzo sta nell'aver contorto la trama fino all'inverosimile quando bastava prendere la piramide, metterla dentro all'acqua bollente e si arriva direttamente al finale, tralasciando un'infinità di passaggi sostanzialmente inutili al fine della storia. D'altra parte è vero anche che facendo così il romanzo si sarebbe ridotto a 200 pagine e tutto il mistero e il suspense sarebbe andato a farsi benedire.
Poi, ho notato che in questo libro le critiche religiose, assai poco velate nei precedenti volumi della trilogia, sono limitate. Soprattutto alla fine sembra quasi che l'autore crei un nuovo modo di vedere, dia una nuova interpretazione della religione cristiana, togliendo quella critica tagliante che lo ha reso famoso. Devo ammettere che sebbene ciò possa apparire affascinante un pò mi ha fatto storcere il naso.
Nel complesso, nonostante la trama fosse molto accattivante e interessante, non si possono non notare diverse analogie con i romanzi precedenti. Io spero che nel prossimo libro Dan Brown cambi totalmente argomento perchè ciò che all'inizio veniva considerato innovativo e intrigante ora rischia di risultare ripetitivo e pesante. Intanto, nonostante i difetti, consiglio caldamente di leggere questo romanzo, soprattutto agli amanti del thriller, e spero esca presto il film (secondo i rumors nel 2012).
VOTO: ****

Titolo: Il Simbolo Perduto
Autore: Dan Brown
Editore: Mondadori
Pagine: 604
Prezzo: € 14,00

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