venerdì 21 gennaio 2011

Recensione Naufragio sul Pianeta Darkover + Acquisto Dicembre

E' da un pò che dovevo scrivere questa recensione ma tra una cosa e l'altra ho sempre rimandato. Ho tentato, inoltre, di non spoilerare tuttavia è stato impossibile anche se ho cercato di contenermi con il risultato che alcune parti della recensione potrebbero essere difficili da comprendere per che non avesse letto il libro.

Titolo: Naufragio sul Pianeta Darkover
Autore: Marion Zimmer Bradley
Editore: Nord
Pagine: 206
Prezzo: € 7,50 (versione TEA)

TRAMA
Un'astronave terrestre viene espulsa dalla galassia da una tempesta magnetica che la costringe a un atterraggio d'emergenza su un pianeta lontano dalle rotte abituali. Gelido, ostile, illuminato da un fioco sole rosso e spazzato da un terribile «vento spettrale»: questo è Darkover, il quarto pianeta della stella di Cottman. Ed è su questa terra inospitale che un piccolo gruppo di sopravvissuti darà vita, nei secoli, a una grande civiltà senza tecnologia e basata sul misterioso potere delle «pietre matrici».

RECENSIONE
Dopo circa due settimane mi accingo a scrivere la recensione di questo primo libro, almeno cronologicamente, di una lunga serie iniziata nel lontano 1962 e, nonostante l’autrice Marion Zimmer Bradley sia scomparsa nel 1999, non ancora conclusa. Il romanzo è stato piuttosto carino ma l’ho percepito come un’introduzione quindi adesso mi limito ad un voto medio e attendo di leggere i seguiti per “sbilanciarmi” un po’ di più.
Qui viene raccontato l’atterraggio di fortuna di un’astronave terrestre precedentemente vittima di una tempesta spaziale. Metà dei passeggeri sono morti durante l’impatto e i sopravissuti devono fare i conti con i danni subiti dall’astronave e con le condizioni di vita di questo nuovo pianeta dal sole rosso sangue. Per i terrestri la sopravvivenza si prospetta assai difficile e il tutto si complica con il progressivo affacciarsi della dura e cruda realtà dei fatti.
Inizialmente questo romanzo l’ho trovato lento poi proseguendo il ritmo è aumentato tenendomi praticamente incollata nelle ultime pagine.
Una cosa che non ho apprezzato, e qui forse gli appassionati della serie mi linceranno, è il fatto che le donne ad un certo punto vengono considerate alla stregua di “grembi ambulanti”, come sosterrà poi una dei protagonisti. E’ vero che per sopravvivere una popolazione piuttosto ridotta ha bisogno di moltiplicarsi, però sfornare un bambino dietro l’altro mi sembra sfruttamento e soprattutto maschilismo, specialmente se alcune donne non volessero farlo. Detto ciò, chiarisco che io sono di fatto contraria allo sfornare bambini alla stregua di “fabbriche” nonostante essi mi piacciano. Inoltre ho trovato non molto equilibrata la distribuzione dei lavori.
Passando ai personaggi, sono tutti ben caratterizzati con proprie e differenti ideologie e quindi non ho molto da dire al riguardo fatta eccezione per la donna sopracitata che prima espone ferme idee femministe ed emancipate, poi, poche pagine dopo sembra essersi conformata e arresa alle convinzioni opposte mettendosi a sfornare sette figli in quattordici anni, naturalmente non contando quelli che erano morti. E questa è più o meno la sorte di tutte le donne sopravvissute.
Nonostante tutto ho molto apprezzato la trama, molto più fantascientifica che fantasy, la costruzione del paesaggio e, in generale, la costituzione del pianeta.
In conclusione, come ho già detto, “Naufragio sul pianeta Darkover” (nella versione TEA “Naufragio sulla terra di Darkover”) funge da introduzione e quindi è qualitativamente inferiore ai romanzi che cronologicamente gli succederanno, tuttavia rimane comunque indispensabile per capire l’origine dei Darkoviani. Naturalmente io cercherò di procurarmi i seguiti, che stanno andando fuori catalogo, nella speranza di appassionarmi maggiormente alla serie e quindi di poter confermare tutte quelle critiche positive che ho letto. 
VOTO: ***

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