lunedì 19 marzo 2012

Recensione: Esbat

E' quasi due settimane che, per impegni vari, ho in ballo questa recensione! Sono contenta di averla finalmente conclusa e spero che per via del tempo che è passato non siano state trascurate alcune mie impressioni. Detto ciò, il primo volume della trilogia di Lara Manni, nonostante i lati negativi, mi è piaciuto e ora che è da poco uscito il terzo libro sto cercando disperatamente di vincerlo a qualche giveaway perché al momento possibilità di acquistarlo non ne ho, soprattutto dopo l'ultima spesa di cui parlerò in un post successivo.
Ricordo infine che tutti e tre i volumi possono essere letti singolarmente.

TRAMA
Arriva. Viene da un altro luogo, da un altro tempo. Hyoutsuki è un demone. È il protagonista di un famosissimo manga di cui l’autrice, la Sensei, sta scrivendo la fine.
Arriva. In una notte di luna piena: perché solo allora si celebra l’Esbat, un rituale potentissimo che mette in contatto due mondi.
Hyoutsuki è bellissimo e spietato. Le fan di tutto il mondo lo adorano. E anche colei che è convinta di averlo creato cede a una passione mortale.
Ma nei riti di sangue che permettono al demone di passare da un mondo all’altro si intromette Ivy. Quindici anni, introversa, solitaria. A scuola Ivy è lo zimbello di compagne e professori, a casa ha una madre che la ignora e l’unico luogo in cui si sente davvero al sicuro è la rete. Ma Ivy ha dentro di sé la forza del cambiamento, perché come il demone anche lei è sulla soglia tra due mondi e sta per trasformarsi in una donna.
Un horror ambientato fra Italia e Giappone: ma anche la storia del doppio passaggio che porta dall’adolescenza all’età adulta. E dall’età adulta alla morte.

RECENSIONE
Qualche settimana fa ho concluso questo primo volume (che si può leggere anche singolarmente) di un una trilogia e nonostante i difetti ho apprezzato l'originalità.
Il presente libro nasce come fan fiction ispirata al manga giapponese di Inu Yasha (che conosco solo per nome) e pian piano se ne discosta.
Esbat è un rituale religioso neopagano che viene celebrato ogni 28 giorni, seguendo il ciclo lunare, in genere la prima notte di luna piena. E' proprio in una di quelle sere che inizia il romanzo con l'improvvisa comparsa, grazie ad un varco tra due mondi che può essere aperto solo in quelle speciali notti in seguito ad un sacrificio, del demone Hyoutsuki davanti alla Sensei, colei che ha scritto la serie di manga, ormai alla conclusione, da cui lui sembra uscito. In realtà il demone spiegherà che lei non ha creato nulla ma semplicemente, inconsapevolmente, si è limitata ad entrare nel suo mondo interferendo negli eventi e descrivendoli nei suoi volumi. L'obbiettivo di Hyoutsuki è quello di costringere la Sensei a cambiare il finale... peccato che, con la propria superbia, commetta un grosso errore che gli sarà fatale.
Come già accennato sopra, ho apprezzato l'originalità dell'autrice che, tuttavia, questa si limita al confronto con altri romanzi che ho letto sul genere e, in generale, che vengono pubblicati di norma dalle case editrici. C'è però da tener presente che il libro è ispirato a una serie di manga molto famosa su Inu Yasha che io non ho letto e quindi non posso dire quanto effettivamente sia la somiglianza. Nonostante ciò, con il proseguire della storia e della trilogia l'originalità sembra emergere.
Poi, un'altro lato positivo è il fatto che Lara Manni è riuscita a mescolare una serie di generi, in particolar modo horror-splatter e urban fantasy, in maniera magistrale, cancellando quella barriera che divide i romanzi Young Adult da quelli Adult. Anche questa per me è una novità.
I personaggi principali sono ben delineati e caratterizzati caratterialmente con i loro pregi e difetti, i punti di forza e di debolezza. Questo vale anche per quelli secondari, come Yobai, l'antagonista per eccellenza del manga, che ho particolarmente apprezzato, soprattutto per la sua ridotta presenza ma incisiva e per il suo lato riflessivo sulla natura umana e demoniaca. Tuttavia, proprio su questi personaggi secondari inizia la mia critica negativa. Innanzi tutto sono troppi, qualcuno l'ho trovato anche inutile; soprattutto i fan maniaci del manga della Sensei a volte sono difficilmente distinguibili, per lo meno quando vengono introdotti o ripresi bruscamente non è facile identificarli nell'immediato.
Poi, la storia sebbene originale e avente tutti gli elementi per essere un piccolo capolavoro, a mio avviso questi non vengono sfruttati appieno. L'inizio è molto coinvolgente e vengono introdotte diverse novità, insomma ti fa rimanere incollato alle pagine, poi, però, ne seguono diverse, piuttosto lente e abbastanza noiose, dove accade ben poco e viene presentata la stereotipata vita di un'adolescente, Ivy, che, tuttavia, avrà la sua importanza soprattutto nei successivi romanzi della trilogia. In questo frangente si parla in maniera più specifica della Wicca (da dove, tra l'altro, è tratto il rituale Esbat). Fortunatamente pian piano la storia riprende con nuovi colpi di scena e con un finale inaspettato ma allo stesso tempo previsto. 
Infine, un'ultimo lato negativo, ma questo del tutto soggettivo, è la mutilazione presente. Diciamo che digerisco meglio le morti che la deturpazione del corpo, per questo stesso motivo a suo tempo ho abbandonato "Alice nel Paese della Vaporità" di Francesco Dimitri, seppur ben scritto. Per fortuna l'aspetto viene trattato con una certa superficialità anche se nei prossimi volumi, da ciò che ho sentito, sarà destinato a protrarsi.
Concludo sostenendo che, nonostante tutto, Esbat è stata una lettura fresca e originale, scritta da un'autrice italiana di talento, e mi auguro si faccia più intensa nel proseguire della trilogia. Ora spero di poter leggere presto il seguito, Sopdet, il quale, ricordo, può essere letto anche singolarmente.
VOTO: ****-

Titolo: Esbat 
Autore: Lara Manni 
Editore: Feltrinelli 
Pagine: 288 
Prezzo: € 16,50

1 commento:

  1. è nella mia wish list da mesi ma proprio non son riuscita ancora a farmelo regalare!

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