martedì 7 giugno 2011

Recensione Quei Giorni a Bucarest

E' da qualche giorno che volevo pubblicare questa recensione ma il tempo ora è quello che è. 
In generale il libro, di cui ne ho già parlato nella rubrica OMOBooks, è molto bello e leggero, l'ideale da leggere sotto l'ombrellone, come tutta la collana "High School” della Playground.

TRAMA
Bucarest, 1992. Nicu è uno studente della Facoltà di Giornalismo e collabora con la rivista Jurnal Universitar. In redazione arriva la notizia che un gruppo di studenti liceali vuol mettere in scena l’adattamento teatrale di Dichiarazione d’amore, un film di culto per i giovani romeni degli anni Ottanta, quando ancora il regime comunista, sotto la guida di Ceau?escu, sembrava saldo.
Appena Nicu entra nella palestra del liceo “Ion Neculce”, dove si stanno svolgendo le prove, è immediatamente colpito e affascinato dall’attore protagonista, il diciassettenne Gabriel. Figlio di un importante architetto e professore universitario, abituato, per la sua straordinaria bellezza, a sedurre chiunque, è a sua volta attratto da Nicu. Ma nella Romania di quegli anni l’amore tra due ragazzi non può avere vita facile.

RECENSIONE
Qualche settimana fa ho concluso questo romanzo trovandolo davvero bello, l’unica pecca è che ho dovuto diluirne la lettura per via della scuola.
Protagonista è un liceale, Gabriel, intento con il suo gruppo di teatro, a portare in scena “Dichiarazione d’amore”, un film culto per i giovani romeni degli anni Ottanta. Durante le prove incontra uno studente dell’università di giornalismo, Nicu, interessato a scrivere un articolo sulla rappresentazione, e tra i due è subito amore. Ma a Bucarest nel 1992, poco dopo la caduta del comunismo, dietro le luci della modernizzazione, persistono convinzioni dure da sradicare.
Questa potrebbe apparire non diversa da molte altre storie d’amore, sia eterosessuali che omosessuali, tuttavia a me, nella sua semplicità, è riuscita a coinvolgermi emotivamente. Dolce è il sentimento che lega i due ragazzi e amari i pregiudizi di una società ancora culturalmente arretrata. A tutto ciò fa da sfondo la città di Bucarest che cerca di rialzarsi dopo anni di dittatura e povertà. Da un lato si possono notare le aree illuminate a giorno anche di notte, ricche di grandi case e hotel, soprattutto per turisti stranieri, dall’altro il resto della città ancora circondata dalla miseria, dove si trovano le case diroccate, le strade squarciate da crepe e i lampioni che emanano una debole luce a intermittenza. In queste zone vivono Nicu e Gabriel.
Entrambi i ragazzi sognano una vita all’estero e Gabriel anche di diventare un fotografo. Questo sogno sembra realizzarsi tuttavia c’è un prezzo da pagare…
La conclusione è aperta e un po’ ambigua, tronca la storia improvvisamente lasciando un senso di aspettativa.
In conclusione, come tutti i libri della collana “High School” della Playground che ho letto, è stato molto bello nella sua semplicità e spero che tra poco ne pubblichino un altro, sempre di questa collana, in tempo da allietare le mie vacanze al mare. 
VOTO: **** 

Titolo: Quei Giorni a Bucarest
Autore: Stefan B. Rusu
Editore: Playground
Pagine: 144
Prezzo: € 11,00

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